C’è una scena sempre più frequente nella clinica contemporanea: una persona che soffre di dipendenza da gioco online. Non si tratta solo di adolescenti. Ci sono universitari, professionisti, lavoratori turnisti, persone che di notte restano connesse perché “ancora una partita”, “ancora una missione”, “ancora un livello”.
Il gioco non è più solo intrattenimento. Diventa struttura mentale. Possiamo chiamarlo Gameboard Effect: la tendenza a percepire la realtà secondo le logiche della gamification — punteggi, ranking, reward immediati, livelli, sfide continue. La vita quotidiana perde attrattiva perché non fornisce feedback istantanei. Il cervello si abitua a un sistema di gratificazione accelerato.
La dipendenza da gioco online non riguarda solo il comportamento. Riguarda identità, regolazione emotiva, attaccamento e gestione dei difficult passages.
1. Dipendenza da gioco: quadro clinico e criteri diagnostici
La dipendenza da gioco è stata inserita nel DSM-5-TR come condizione che richiede ulteriori studi (Internet Gaming Disorder) e nell’ICD-11 come Gaming Disorder.
I criteri principali includono:
- Perdita di controllo sul tempo di gioco
- Priorità crescente al gioco rispetto ad altre attività
- Continuazione nonostante conseguenze negative
- Compromissione significativa sociale, lavorativa o scolastica
Non è la quantità di ore in sé a definire la dipendenza da gioco, ma:
- la perdita di controllo
- l’impatto funzionale
- la rigidità comportamentale
- l’uso del gioco come regolatore emotivo primario
2. Il Gameboard Effect: quando il cervello si abitua al rinforzo immediato
Il meccanismo centrale è dopaminergico.
I videogiochi online sono costruiti su:
- Rinforzo variabile intermittente
- Sistema di reward imprevedibile
- Progressione a livelli
- Competizione sociale
- Micro-ricompense frequenti
Il sistema di rinforzo intermittente è lo stesso alla base del gioco d’azzardo.
Il cervello:
- Aumenta la soglia di attivazione
- Riduce la sensibilità agli stimoli “lenti”
- Fatica a tollerare la frustrazione
Il risultato?
La realtà quotidiana diventa “low stimulation”.
Studiare, lavorare, coltivare relazioni richiede tempo e pazienza. Il gioco offre gratificazione in pochi secondi.
Questo crea un disallineamento tra:
- Sistema dopaminergico
- Sistema motivazionale
- Capacità di regolazione emotiva
3. Difficult Passage: il momento in cui il gioco diventa rifugio
Nel lavoro clinico emerge spesso un pattern chiaro, la dipendenza da gioco non nasce nel vuoto.
Compare in un difficult passage:
- Fallimento universitario
- Delusione sentimentale
- Isolamento sociale
- Trasferimento
- Disoccupazione
- Crisi identitaria
Il gioco diventa:
- Spazio di competenza
- Ambiente controllabile
- Luogo di appartenenza
- Sistema prevedibile
Se nella vita reale mi sento inadeguato, nel gioco posso essere:
- Forte
- Riconosciuto
- Vincente
- Utile al team
La dipendenza da gioco è spesso un tentativo di autoriparazione.
Il problema è che nel medio periodo aumenta:
- L’evitamento
- L’isolamento
- La perdita di abilità sociali
- La disregolazione emotiva
4. Profili psicologici più vulnerabili
Dalla letteratura emergono fattori di rischio:
- Bassa autostima
- Difficoltà di regolazione emotiva
- Attaccamento insicuro
- Tratti evitanti
- Impulsività
- Sensibilità alla ricompensa
- Comorbidità ansiosa o depressiva
Spesso il gioco è una forma di coping disfunzionale, non è il problema. È la soluzione tentata.
5. Modelli teorici di riferimento
5.1 Modello cognitivo-comportamentale
Secondo il modello CBT:
Trigger → Emozione negativa → Gioco → Sollievo → Rinforzo
Il ciclo si consolida attraverso:
- Bias attentivi
- Distorsioni cognitive (“senza il gioco sto peggio”)
- Evitamento esperienziale
5.2 Modello dell’attaccamento
Il gioco online può diventare:
- Oggetto regolatore
- Base sicura digitale
- Sostituto relazionale
Nei soggetti con attaccamento evitante o ambivalente, la relazione virtuale è meno minacciosa di quella reale.
5.3 Modello neurobiologico
Alterazioni nel circuito:
- Nucleus accumbens
- Corteccia prefrontale
- Sistema dopaminergico mesolimbico
Riduzione del controllo inibitorio e aumento della ricerca di stimoli.
6. Intervento clinico: il Protocollo COCAS
Propongo qui un modello integrato che puoi valorizzare anche nei tuoi contenuti professionali: il Protocollo COCAS.
COCAS è un acronimo operativo:
C – Consapevolezza
- Mappatura delle ore
- Analisi dei trigger
- Diario emotivo
- Funzione del comportamento
O – Obiettivi realistici
- Riduzione graduale
- Definizione di micro-obiettivi
- Reintroduzione attività offline
C – Competenze emotive
- Training di regolazione emotiva
- Mindfulness
- Tolleranza alla frustrazione
- Ristrutturazione cognitiva
A – Attaccamento e alternative relazionali
- Lavoro sulle relazioni reali
- Esposizione graduale
- Social skills training
S – Stabilizzazione e prevenzione ricadute
- Piano anti-trigger
- Strategie di coping alternative
- Monitoraggio follow-up
Il protocollo integra:
- CBT
- ACT
- Regolazione emotiva
- Intervento motivazionale
Conclusioni
La dipendenza da gioco online non è una mancanza di volontà, ma spesso un tentativo di gestire un difficult passage emotivo. Il gioco offre controllo, gratificazione immediata e senso di competenza quando nella vita reale prevalgono incertezza o fragilità.
Il Gameboard Effect mostra come l’abitudine a ricompense rapide possa ridurre la tolleranza alla frustrazione e rendere la realtà meno stimolante. L’intervento psicologico non mira solo a diminuire il tempo di gioco, ma a rafforzare regolazione emotiva, identità e relazioni.
Il cambiamento autentico non è semplicemente “smettere”, ma recuperare la capacità di affrontare la propria esperienza senza evitarla.
Nota finale
Se senti che il gioco online sta occupando sempre più spazio nella tua vita, non aspettare che diventi l’unico modo per sentirti competente o al sicuro.
Un percorso psicologico può aiutarti a:
- Comprendere la funzione del comportamento
- Recuperare controllo
- Potenziare competenze emotive
- Affrontare il difficult passage che stai attraversando
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Riferimenti Bibliografici
American Psychiatric Association (2022). DSM-5-TR.
World Health Organization (2019). ICD-11 Gaming Disorder.
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Kuss, D. J., & Griffiths, M. D. (2012). Internet gaming addiction: A systematic review.
King, D. L., & Delfabbro, P. H. (2018). The cognitive psychology of internet gaming disorder.
Ko, C. H. et al. (2009). Brain activities associated with gaming urge.
Young, K. (1998). Internet addiction: The emergence of a new clinical disorder.