Il comportamento assertivo rappresenta una delle competenze comunicative più studiate e valorizzate nella psicologia contemporanea. Essere assertivi non significa essere aggressivi, né tantomeno passivi: significa saper esprimere i propri bisogni, pensieri ed emozioni nel tempo giusto, nel modo adeguato e nel rispetto reciproco.
Nella pratica clinica e nei percorsi di psicologia online, una delle difficoltà più frequenti che le persone riportano riguarda proprio la gestione dei tempi comunicativi: quando parlare, quando tacere, quando rispondere, quando rimandare. Il comportamento assertivo si gioca esattamente in questa sottile regolazione tra contenuto e tempistica.
Questo articolo approfondisce il concetto di comportamento assertivo, fornisce esempi concreti, e lo inquadra all’interno dei principali modelli teorici psicologici.
Che cos’è il comportamento assertivo
Il termine “assertività” deriva dall’inglese assertiveness, e indica la capacità di affermare sé stessi in modo chiaro, diretto e rispettoso.
Secondo Alberti e Emmons (1970), pionieri negli studi sull’assertività, il comportamento assertivo è:
“La capacità di agire nel proprio interesse, di difendere i propri diritti senza ansia eccessiva, di esprimere onestamente sentimenti e pensieri, rispettando al tempo stesso i diritti altrui.”
Si colloca tra due estremi disfunzionali:
| Stile | Caratteristiche | Effetti |
|---|---|---|
| Passivo | Evita il conflitto, reprime i bisogni | Frustrazione, risentimento |
| Aggressivo | Impone, invade lo spazio altrui | Conflitto, rottura relazionale |
| Assertivo | Esprime, rispetta, regola i tempi | Relazioni sane, chiarezza |
L’elemento spesso trascurato è proprio il tempo: il comportamento assertivo non è solo cosa dire, ma quando dirlo.
I tempi nel comportamento assertivo
Nella comunicazione assertiva, il tempo assume tre funzioni fondamentali:
- Tempo di risposta – non reagire impulsivamente
- Tempo di elaborazione emotiva – riconoscere ciò che si prova
- Tempo di esposizione – scegliere il momento adeguato per comunicare
Molte difficoltà relazionali nascono da una gestione disfunzionale dei tempi:
- Rispondere “a caldo” (aggressività)
- Rimandare troppo (passività)
- Parlare nel momento sbagliato (inefficacia comunicativa)
L’assertività richiede una regolazione temporale consapevole.
Esempi pratici di comportamento assertivo nella vita quotidiana
1. Sul lavoro
Situazione passiva: accetti carichi di lavoro eccessivi senza dire nulla.
Situazione aggressiva: rispondi bruscamente al tuo superiore.
Comportamento assertivo (con tempi adeguati):
“Vorrei parlarle del carico di lavoro. In questo periodo sto faticando a rispettare le scadenze. Possiamo rivedere insieme le priorità?”
Notare il tempo scelto: non durante un momento di tensione, ma in uno spazio dedicato.
2. In coppia
Reazione impulsiva: discussione immediata dopo un episodio che ha ferito.
Passività: silenzio e accumulo di risentimento.
Assertività:
“Prima ero infastidito da quello che è successo. Ora mi sento più lucido e vorrei parlarne con te.”
Qui il tempo serve per elaborare l’emozione prima di comunicarla.
3. Con amici o familiari invadenti
“Capisco la tua preoccupazione, ma preferisco gestire questa situazione in autonomia. Se avrò bisogno, te lo dirò.”
Espressione chiara, tono calmo, momento non conflittuale.
4. Dire di no
L’assertività si vede soprattutto nel rifiuto:
“In questo periodo ho bisogno di dedicare tempo a me. Questa volta non riesco ad aiutarti.”
Senza giustificazioni eccessive, senza aggressività.
Basi teoriche del comportamento assertivo
Approccio cognitivo-comportamentale (CBT)
Nella CBT l’assertività è una abilità appresa. Spesso la non assertività deriva da credenze disfunzionali come:
- “Se dico ciò che penso, gli altri mi rifiuteranno”
- “Devo sempre compiacere gli altri”
Attraverso il training assertivo, si lavora su pensieri, emozioni e comportamenti.
Approccio umanistico (Rogers)
Carl Rogers collega l’assertività all’autenticità e alla congruenza tra sé interno e comunicazione esterna. Essere assertivi significa essere fedeli alla propria esperienza interna.
Gestalt Therapy
Nella Gestalt, l’assertività è contatto autentico nel “qui e ora”. I problemi sorgono quando si interrompe il contatto (retroflessione, deflessione, proiezione).
Teoria dell’attaccamento
Uno stile di attaccamento insicuro (ansioso o evitante) rende difficile l’assertività:
- Ansioso → paura del rifiuto → passività
- Evitante → distacco emotivo → comunicazione fredda
L’assertività si costruisce anche lavorando sui modelli relazionali interiorizzati.
Perché è così difficile essere assertivi
Le cause più frequenti osservate nei percorsi psicologici sono:
- Paura del conflitto
- Bisogno di approvazione
- Bassa autostima
- Difficoltà nella regolazione emotiva
- Apprendimenti familiari disfunzionali (“non si risponde”, “non si contraddice”)
L’assertività, quindi, non è un tratto innato ma una competenza che si apprende nel tempo.
Allenare il comportamento assertivo: esercizi pratici
Tecnica del disco rotto
Ripetere con calma il proprio messaggio senza cambiare posizione.
Messaggi in prima persona
Usare frasi che iniziano con “Io sento…”, “Io ho bisogno…”
Pausa assertiva
Prendersi tempo prima di rispondere:
“Ti rispondo più tardi, voglio pensarci.”
Questa è una delle forme più potenti di gestione dei tempi.
I benefici del comportamento assertivo
- Riduzione dell’ansia relazionale
- Maggiore autostima
- Relazioni più autentiche
- Minore accumulo di rabbia e frustrazione
- Comunicazione chiara ed efficace
Nel lungo termine, l’assertività migliora la qualità della vita relazionale e lavorativa.
Quando è utile un percorso psicologico
Molte persone comprendono teoricamente cosa sia l’assertività, ma faticano ad applicarla. Questo perché entrano in gioco dinamiche profonde, schemi relazionali e paure radicate.
Un percorso psicologico aiuta a:
- Riconoscere i propri blocchi
- Lavorare sulle credenze disfunzionali
- Allenare nuove modalità comunicative
- Sperimentare l’assertività in un contesto protetto
Conclusione
Il comportamento assertivo è una competenza centrale per il benessere psicologico e relazionale. Non riguarda solo ciò che diciamo, ma soprattutto i tempi con cui scegliamo di dirlo. Imparare a rispettare i propri tempi interni e quelli relazionali permette di costruire comunicazioni più efficaci, autentiche e rispettose.
L’assertività non nasce spontaneamente: si apprende, si allena e si consolida nel tempo.
Nota finale
Se riconosci difficoltà nel comunicare i tuoi bisogni, nel dire di no o nel gestire i tempi delle tue risposte, può essere utile iniziare un percorso di consapevolezza.
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