La ludopatia, definita nel DSM-5-TR come Disturbo da Gioco d’Azzardo, è una dipendenza comportamentale che può compromettere profondamente la vita personale, familiare, lavorativa ed economica di chi ne soffre. Non si tratta di una semplice “passione per il gioco”, ma di un vero e proprio disturbo psicologico caratterizzato da perdita di controllo, craving, tolleranza, astinenza e persistenza del comportamento nonostante le conseguenze negative.
Capire come aiutare una persona affetta da ludopatia è fondamentale, perché spesso il soggetto non riconosce il problema o tende a minimizzarlo, mentre familiari e partner si trovano disorientati, arrabbiati o impotenti.
In questo articolo vedremo, secondo le evidenze scientifiche e i principali modelli teorici della psicologia clinica, quali sono le strategie più efficaci per supportare una persona con ludopatia, e quando è indispensabile il ricorso a un intervento professionale.
Cos’è la ludopatia e perché è così difficile uscirne
La ludopatia rientra nelle dipendenze senza sostanza (behavioral addiction). Gli studi neuroscientifici mostrano che il gioco d’azzardo attiva gli stessi circuiti dopaminergici coinvolti nelle dipendenze da sostanze (Potenza, 2018). Questo significa che il cervello del giocatore patologico reagisce al gioco come reagirebbe alla cocaina o all’alcol.
Le caratteristiche principali sono:
- Pensieri ricorrenti legati al gioco
- Aumento progressivo delle somme giocate
- Tentativi falliti di smettere
- Irritabilità quando non si gioca
- Menzogne a familiari e amici
- Problemi economici e relazionali
Per questo motivo, dire semplicemente “smetti di giocare” non è solo inutile, ma controproducente.
Primo passo: comprendere senza giudicare
Uno degli errori più comuni è affrontare la persona con accuse, rabbia o moralismi. Frasi come:
- “Sei irresponsabile”
- “Stai rovinando la famiglia”
- “È solo colpa tua”
aumentano il senso di vergogna e alimentano il comportamento di gioco come fuga emotiva.
L’approccio umanistico-esistenziale (Rogers) sottolinea l’importanza di accettazione incondizionata, empatia e ascolto autentico. La persona con ludopatia spesso vive un conflitto interiore profondo tra senso di colpa e bisogno compulsivo.
Aiutare significa creare uno spazio sicuro dove possa parlare senza sentirsi attaccata.
Parlare nel modo giusto: comunicazione efficace
Secondo i principi della comunicazione assertiva e della terapia sistemico-relazionale, è utile:
- Parlare in prima persona: “Sono preoccupato per te”
- Evitare accuse
- Esprimere preoccupazione per il benessere, non per il denaro
- Scegliere momenti di calma, non durante una crisi
Questo riduce le difese psicologiche e aumenta la probabilità che la persona riconosca il problema.
Non coprire le conseguenze del gioco
Molti familiari, in buona fede, pagano debiti, mentono al posto del giocatore, lo proteggono dalle conseguenze. Questo comportamento viene definito co-dipendenza.
La letteratura clinica dimostra che “salvare” la persona mantiene attiva la dipendenza, perché elimina l’impatto reale delle conseguenze (Orford, 2013).
Aiutare significa:
- Non dare denaro
- Non coprire debiti
- Non mentire per lui/lei
- Lasciare che la persona si confronti con la realtà
Comprendere i meccanismi cognitivi della ludopatia
La terapia cognitivo-comportamentale ha evidenziato numerosi bias cognitivi tipici:
- Illusione di controllo
- Fallacia del giocatore (“ora deve uscire il numero”)
- Selettività della memoria (ricorda le vincite, dimentica le perdite)
- Pensiero magico
Aiutare una persona significa aiutarla a mettere in discussione queste convinzioni, ma questo lavoro richiede spesso un intervento psicologico strutturato.
Gestire l’accesso al denaro
Uno degli interventi pratici più efficaci, suggerito anche nei protocolli terapeutici, è limitare l’accesso diretto al denaro:
- Gestione condivisa del conto
- Carte prepagate con limite
- Blocco dei siti di gioco
- Autoesclusione dai casinò online (ADM)
Questo non è controllo, ma protezione terapeutica.
Motivare alla richiesta di aiuto professionale
La persona ludopatica raramente chiede aiuto spontaneamente. Secondo il modello del colloquio motivazionale (Miller & Rollnick), è utile:
- Far emergere l’ambivalenza (“una parte di te vuole smettere?”)
- Non imporre la terapia
- Proporla come opportunità, non obbligo
Frasi utili:
“Non devi farcela da solo. Possiamo cercare un professionista che ti aiuti.”
I modelli terapeutici più efficaci
Le ricerche indicano che i trattamenti più efficaci per la ludopatia sono:
Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT)
Riduce i bias cognitivi e insegna strategie di gestione dell’impulso.
Terapia Sistemico-Relazionale
Lavora sulle dinamiche familiari e sulla co-dipendenza.
Approccio Psicodinamico
Esplora i significati emotivi profondi del gioco (vuoto, rabbia, fuga).
Mindfulness e regolazione emotiva
Aiuta a gestire craving e impulsività (Bowen et al., 2014).
Il ruolo del Codice Deontologico dello Psicologo
Secondo il Codice Deontologico:
- Lo psicologo promuove il benessere della persona (Art. 3)
- Interviene con metodi scientificamente fondati (Art. 5)
- Tutela la dignità e l’autonomia del soggetto (Art. 4)
Questo significa che l’intervento professionale non è giudicante ma orientato al recupero della libertà personale.
Segnali che indicano che è urgente un intervento
È necessario rivolgersi subito a uno psicologo quando compaiono:
- Debiti importanti
- Menzogne continue
- Isolamento sociale
- Depressione o pensieri suicidari
- Perdita del lavoro o relazioni compromesse
Cosa NON fare mai
- Minacciare
- Umiliare
- Controllare ossessivamente
- Dare ultimatum irrealistici
- Pensare di poter risolvere tutto da soli
La guarigione è possibile
Le evidenze mostrano che, con un percorso psicologico adeguato, la ludopatia può essere trattata con successo. Molte persone recuperano il controllo della propria vita, delle relazioni e della stabilità economica.
Il punto chiave è comprendere che non si tratta di forza di volontà, ma di un disturbo psicologico che richiede supporto professionale.
Conclusione
Capire come aiutare una persona affetta da ludopatia significa passare dal giudizio alla comprensione, dalla rabbia al supporto, dall’improvvisazione all’intervento scientifico.
Sostenere la persona nel chiedere aiuto è il gesto più importante che si possa fare.
Nota finale
Se tu o una persona a te vicina sta vivendo un problema di ludopatia, è possibile prenotare un primo colloquio psicologico gratuito con un professionista specializzato su Bug Psicologia Online, per iniziare un percorso di supporto mirato e basato su evidenze scientifiche.